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Per non dimenticare
Mercoledì 11 settembre 2001 è un giorno che comparirà sicuramente nei libri di storia dei nostri figli. Questa data ricorda uno dei giorni più funesti per gli Stati Uniti e, in modo particolare, per New York. Alle 8.45 del mattino (ora di New York) un aereo dell'American Airlines, in mano a dei dirottatori, si schianta circa al 93° piano di una delle due Torri Gemelle (la torre Nord). E' un fulmine a ciel sereno, un fatto incredibile, inimmaginabile.
Partono i soccorsi. Decine di vigili del fuoco e di poliziotti si precipitano dentro la torre per cercare di capire cosa è possibile fare per salvare la gente intrappolata nei piani superiori a quelli dell'esplosione. Dall'esterno si vede un enorme buco nella Torre e il fumo dell'incendio divampato all'interno. 18 minuti dopo la prima esplosione, cioè alle 9.03, un secondo aereo dirottato (questa volta della United Airlines) si schianta contro l'altra Torre (quella Sud). Il mondo intero, attonito, assiste "in diretta televisiva" a questo secondo attentato. Sbalordimento, stupore, paura regnano in tutti gli Stati Uniti.
Ma questo non è che l'inizio...
l crollo di entrambe le Torri è stato forse un evento inaspettato, in quanto, anche dopo l'attentato molti pensavano che, comunque, la leggerissima, ma solida struttura avrebbe resistito. Tuttavia, è accaduto che i piani superiori a quelli dove è avvenuto l'impatto sono collassati su quelli sottostanti e la forza del crollo ha fatto cedere l'intera struttura che si è accasciata su se stessa in un nuvolone di polvere e cenere.
Per un giorno intero Manhattan è rimasta avvolta dal fumo e sepolta dalla cenere. Ci sono voluti alcuni giorni di pulizia per riaprire le strade più lontane dalle Torri (considerate quindi sicure) al traffico. Per non parlare degli scavi sotto le macerie che continuano per mesi. Innumerevoli sono stati i morti, così come i dispersi. Tuttavia, oltre al grave lutto, l'attacco è stato un attacco gravissimo anche da un punto di vista simbolico: è stato distrutto uno dei simboli degli Stati Uniti e del loro potere economico, penetrando nel cuore di una delle più "americane" città d'America e utilizzando come armi due aerei di linea delle due più grandi compagnie statunitensi:la United Airlines e l'American Airlines.
L'enorme numero di morti da un lato e lo schiaffo morale che questo attentato rappresenta hanno fatto sì che tutti gli Americani si siano uniti e sollevati in cori di proteste e di solidarietà alle vittime, in enormi adunanze, veglie di preghiera e concerti di solidarietà ed un'ondata di patriottismo ha acceso i cuori di tutti coloro che simpatizzano per questo grande paese.
I divi di Hollywood (da Tom Cruise a Clint Eastwood, da Julia Roberts a Gwyneth Paltrow) hanno partecipato ad una maratona televisiva per raccogliere fondi a favore di coloro che sono stati più colpiti da questa tragedia; cantanti e personaggi dello spettacolo si sono prestati per numerose manifestazioni e concerti di beneficenza in tutti gli USA. Insomma, questa grande tragedia ha fatto riscoprire ad un popolo, di natura già patriottico, il senso della solidarietà e dell'orgoglio nazionale, anche se forse in modo un po' esagerato.
11 settembre 2001: rompere il muro del silenzio“L'esplosione c'è stata; enorme, spaventosa. Il botto ci raggiungerà, ci assordirà. Potrebbe spazzarci via”. E' difficile “creare il consenso su questioni di politica estera, tranne che in presenza di una minaccia nemica, enorme, direttamente percepita a livello di massa”. L'11 settembre del 2001 ha cambiato il corso della storia e ha modificato l'intero quadro mondiale. A seguito del tragico e spettacolare attentato, in cui hanno perso la vita circa tremila persone innocenti, gran parte delle certezze occidentali sono andate in frantumi. Ne è seguita un'offensiva statunitense che ha già prodotto due guerre e ha modificato non solo la geopolitica di intere aree del pianeta, ma tutti i rapporti di forza consolidati nei decenni precedenti. Sebbene i responsabili dell'attacco siano stati additati al mondo con singolare rapidità, una spiegazione complessiva degli avvenimenti dell'11 settembre, e della loro preparazione, ha impiegato oltre tre anni per venire formulata da una commissione d'inchiesta del Congresso degli Stati Uniti. Un solo, presunto responsabile, è stato giudicato da un regolare tribunale e condannato all'ergastolo. Tuttavia dopo un'analisi attenta si evince che la versione ufficiale è non solo lacunosa in decine di punti essenziali, ma in altre decine di punti essa è dimostrabilmente falsa. La falsità, le reticenze e le palesi incongruenze della ricostruzione ufficiale, sollevano altri, pesantissimi interrogativi. Non vi è bisogno di mentire quando la verità è chiara. Dunque, se i poteri mentono, ciò significa che vogliono impedire l'emergere della verità. E la menzogna indica che i presunti kamikaze non hanno agito da soli e che essi hanno avuto potenti alleati a diversi livelli dell'establishment statunitense, nelle stesse strutture difensive, nelle istituzioni preposte alla difesa della sicurezza del paese. I media – a cominciare da quelli statunitensi – hanno, salvo rarissime eccezioni, seguito l'interpretazione ufficiale, e negli anni successivi hanno lasciato cadere la cortina del silenzio assoluto. Essi hanno applicato la legge del giornalismo contemporaneo, secondo cui “ciò che non dovrebbe essere vero, non lo è” (Gore Vidal). Noi non accettiamo questo criterio. L'eccezionale rilevanza dell'evento 11 di settembre, e delle sue ripercussioni planetarie , appare del tutto incompatibile con tali e tante omissioni, distrazioni, dimenticanze, silenzi. La tesi dell'inefficienza, delle incompetenze, non regge alla più elementare delle verifiche. Tanto da indurre il sospetto che vi sia stata e vi sia tuttora una deliberata intenzione di impedire l'accertamento della verità. Di fronte a tante inspiegabili stranezze che circondano un evento cruciale per la nostra storia comune, è doveroso porre domande e cercare risposte. Molti hanno già cercato di farlo in questi anni e una enorme mole di fatti, di dati, di analisi, di immagini è già stata raccolta e posta sotto il vaglio rigoroso delle verifiche. Esse confermano tutti i sospetti. Noi intendiamo portare il nostro contributo a questo lavoro, consapevoli che la pace e la democrazia corrano gravi pericoli fino a che non si riuscirà a fare luce sulle responsabilità e sulle stesse modalità con cui gli attentati terroristici del 11 settembre furono compiuti. E' stato scritto autorevolmente che la verità sull'11 settembre non la saprà questa generazione. Noi non possiamo pretendere di sostituirci agl'investigatori che hanno svolto la loro opera a partire dai dati primari raccolti sui luoghi e ascoltati dai testimoni diretti. Ma i materiali che essi stessi hanno prodotto rivelano falsità ed errori che possono essere dimostrati. Nostro compito non potrà dunque essere quello di ricostruire integralmente la verità dei fatti, ma quello di verificare se, dove, come le ricostruzioni fin qui tentate (quelle ufficiali e quelle di studiosi, giornalisti, ricercatori, esperti, esponenti dei servizi segreti) siano coerenti con i fatti accertati e con le deduzioni praticabili in termini scientificamente e logicamente corretti. Solo dopo avere evidenziato l'errore si cercherà di procedere oltre nella ricerca delle possibili spiegazioni. La gigantesca opera di raccolta dati e di analisi impone un lavoro di gruppo. Noi intendiamo portare avanti una ricerca collettiva, il cui obiettivo sarà di produrre una serie di iniziative informative multimediali, capaci di raggiungere in primo luogo il pubblico specialistico e i giornalisti. Una serie di verifiche preliminari ci consente di affermare che il livello d'informazione attorno a questo evento e alle sue implicazioni è estremamente basso perfino ai livelli delle decisioni politiche e dei luoghi dove l'informazione viene elaborata. Siamo consapevoli che toccare questo argomento significa esporsi al rischio (minore) di vedersi inclusi nella categoria dei visionari, dei complottisti, dei dietrologi. E al rischio (maggiore) di essere sottoposti all'attacco (prevedibile) del mainstream informativo, cioè di coloro che hanno finora taciuto. Per questa ragione abbiamo coinvolto e coinvolgeremo un gran numero di specialisti di provata competenza nei diversi campi dell'indagine. Essi daranno le garanzie sufficienti per evitare rischi di manipolazione e di interpretazione malevola e partigiana del lavoro che stiamo compiendo. Noi siamo consapevoli del fatto che le valutazioni sulla ampiezza delle complicità più o meno ufficiali possono essere assai diverse, ma siamo accumunati dalla convinzione della necessità di una investigazione indipendente, resa indispensabile dall'enorme vastità delle implicazioni. In nome delle vittime prima di tutto, ma anche per difendere la pace mondiale e la nostra stessa vita di cittadini, i cui diritti civili e umani sono stati, a partire dall'11 settembre, già seriamente minati, così come sono state lesionate le fondamentali regole della convivenza internazionale.
BlindPer chi ama lo stile musica dance anni 70 ecco Hercules and Love Affair un gruppo di ragazzi che al loro primo debutto stan facendo il botto in radio con Blind . Ascoltiamola. Hercules and Love Affair - Blind Testo LyricsAs a child, I knew As a child, I knew Mmmm-mmmm Now that I’m older Now that I’m older Feel it I wish the stars could shine now I wish the light could shine now To hear you now To see you now I feel it Hercules and Love Affair - Blind Video Testo Lyrics TraduzioneDa bambino sapevo Da bambino sapevo Adesso che sono più grande Adesso che sono più grande Lo sento Vorrei che le stelle potessero brillare adesso Vorrei che la luce potesse brillare adesso Sentirti adesso Sentirti adesso |
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